Voci da un liceo occupato

Vi segnaliamo l’interessante articolo di Giovanni Cominelli “Voci da un liceo occupato. Manca una vera consapevolezza del presente”, un aiuto a farsi un’idea della scuola che non si fermi alla indagine di OCSE-PISA sui livelli di competenza in Lettura, Matematica e Scienze. Pubblicato su www.santalessandro.org

Voci da un liceo occupato. Manca una vera consapevolezza del presente.

Chi volesse farsi un’idea su come funziona la scuola italiana quale luogo di formazione intellettuale dei nostri ragazzi e di approccio all’attuale storia del mondo converrebbe leggere il “Manifesto occupazione Liceo Niccolò Copernico- Bologna, novembre e dicembre 2023”.

Apre con un “Indice”, che annuncia un’Introduzione (Perché occupiamo?), quattro paragrafi (1. Questione Palestinese; 2. Questione violenza di genere; 3. Questione scolastica; 4. Le nostre proposte) e un paragrafo finale: “La nostra occupazione”. Come segnalato dal sito dell’Istituto, il Liceo è occupato dal 30 novembre. Si tratta di una scuola “grossa”: 1.692 alunni, divisi in 68 classi.

Il Manifesto impone una riflessione a noi adulti, perché espone le idee chiare e distinte di una generazione che non si adagia nell’indifferenza, che è generosamente attenta e attiva rispetto a ciò che si muove fuori dalle mura dell’Istituto scolastico, ma che è ridotta a raccattarle fuori dalla scuola infondate e/o banali.

E costringe a porsi la domanda: dove sono i maestri e gli educatori? Perché, certo, le generazioni adulte non possono cavarsela dicendo che “so’ ragazzi!” e che i ragazzi possono scrivere tutto ciò che credono, perché si ritiene che, tanto, le loro idee non contino e che, comunque, le idee sono labili, arrivano e scivolano via ad ogni cambio delle stagioni della vita… Il primo gesto educativo è quello di prenderli sul serio.

L’Introduzione del Manifesto parte da “due fatti di una gravità inaudita su differenti fronti: il genocidio di un popolo sottomesso da ormai più di 75 anni e l’ennesima vittima di un sistema maschilista e patriarcale”.

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